Stelle Filanti
- Ragù Poetico

- 3 nov 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 nov 2020
<Mattino mi sorprendi/ ancora una volta/ a meditare con il capo chino/ Quanto tempo ho trascorso in questo stadio elementare?/ Nell'essere semplicemente/ un colore alla luce del Sole/ la polvere di un pigmento/ casualmente disperso su questa tela/ per opera del vento/ Se fossi più di un minerale/ un organismo semplice/ un organismo senza sentimenti/ che compromettano il suo andare/ senza giudizio su ciò che lo circonda/ e che nessuno può giudicare/ Cosa sono in realtà?/ Un essere superiore/ che ha intelletto per definire il brutto e il bello/ con un'anima e soprattutto un cervello per discriminare/ Un essere il cui giudizio vale/ su tutto quanto a lui è inferiore?/ Su tutto quanto, pare!/ E per quanto a lui vi è di simile/ Non può esser tale!/ Perché tutti gli esseri a lui simili/ seppur dispersi/ lontani nel mondo/ con i loro Dei tutti diversi/ sono pur sempre colori alla luce del Sole/ pigmenti gettati sulla tela con le stesse intenzioni/ per opera dei venti/...>
<Poeta!>
La voce del Cuoco risuona in tutta la casa; attraversa il salone da pranzo, rincorre il silenzio lungo il corridoio a volta, fino a raggiungere il Poeta nello studio.
<Posa i pensieri e vieni ad aiutarmi! Ho bisogno delle tue mani!>
<Chissà cosa combina il Cuoco?> esita per un momento il Poeta.
Ma ormai ha perso il filo del monologo che stava recitando a se stesso, così decide di lasciare i pensieri sul tavolino insieme alla macchina da scrivere e ad un foglio immacolato. Esce dallo studio e in tutta fretta si dirige verso la cucina.
<Cuoco?! Non dirmi che è esplosa la pentola a pressione con dentro uno dei tuoi esperimenti!> esclama il Poeta con tono ironico.
E aprendo la porta della cucina, alla vista del Cuoco rimane di stucco.
Lo osserva e trattenendo a stento una sonora risata, gli domanda:
<A quale delle tue salse va l'onore di averti fatto l'abito quest'oggi?>
Il Cuoco non risponde.
Con un movimento coordinato degli occhi e della testa, fa capire al Poeta che la risposta si trova sul tavolo alle sue spalle.
Quando il Cuoco risponde senza parole, ma solo con l'uso dei gesti alle domande del Poeta, lui sa che al di là di ogni circostanza qualcosa di gustoso lo aspetta.
Curioso, come il Sole che si alza al mattino per sbirciare il mondo oltre l'orizzonte, il Poeta allunga il collo per guardare oltre le spalle del Cuoco.
Sulla tela del tagliere dipinta di un'unica sostanza dai colori vivaci ed un aspetto carnevalesco, una miscela d'acqua, farina e spezie, arrotolata in nastri come fossero stelle filanti.

- Stelle Filanti - Tagliolini 4 colori -
Il Poeta cade in contemplazione.
Passa un attimo nella sua mente e quell'opera d'arte lo riporta a sollevare i pensieri che aveva posato sul tavolino nello studio: <Siamo poi così diversi?>
Il Cuoco osserva l'amico in silenzio, per qualche minuto e poi domanda:
<Cosa vedi, nei miei tagliolini quattro colori?>
<Tutti gli Esseri Umani...come pigmenti sparsi su una tela; stelle filanti d'acqua, di farina e spezie; riflettiamo colori diversi, ma la materia di cui siamo fatti è la medesima per tutti.>
Il Cuoco, tentenna qualche secondo e poi annuisce:
<È come dici tu, amico mio>.

Curcuma Pomodoro Equiseto Cacao
<Caro Poeta, le tue parole fanno sempre del bene alla mia anima, spero che i miei piatti possano fare altrettanto per la tua>.
<Buon Appetito>






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