top of page
IMG_20190920_091228-01_edited.jpg

Ricette e racconti

A tavola con il Cuoco e il Poeta

Aggiornamento: 9 nov 2020

Quel giorno stesso, il Poeta uscì di buon ora per la passeggiata del mattino. Attraversando silenziosamente la casa, intravide il Cuoco lavorare sodo in cucina tra mele, nuvole di farina e fragranti aromi che aleggiavano nell'aria.

Passò, senza farsi notare ed uscì chiudendo delicatamente il grande portone di legno; scese i cinque scalini che introducono al grande cortile e s'incamminò lungo il viale.


Il suo camminare fu tranquillo e rilassato, come al solito. I suoi calcoli erano sempre giusti; non c'era motivo di affrettarsi. Sarebbe rientrato a casa nel preciso momento in cui il Cuoco, finiti gli impasti e le cotture, rassettava la tavola giusto in tempo per la colazione.

Ogni mattina si svegliava al suono del crepitio metallico diffuso dalla pentola di rame sul fuoco; era il segnale che il Cuoco, aveva iniziato le prime faccende del giorno. Allora si levava dal letto, apriva la grande tenda che oscurava la finestra e lasciava entrare la luce del Sole ancora giovane, stiracchiandosi nel tepore che emanava attraverso il vetro. Così si dirigeva verso la toilette. Lì si lavava velocemente la faccia e sorrideva guardandosi allo specchio. Dopodiché tornava nel guardaroba, indossava abiti comodi e si apprestava ad uscire.


E così fu quella mattina.


Appena rientrato trovò il suo inseparabile amico che, tutto felice disponeva la tavola per la colazione, come previsto. Aveva le mani e il contorno della bocca impiastricciate di una mescola violacea.


<Qualcosa di goloso dev'essere successo!> pensò il Poeta.


Non appena la porta si richiuse alle sue spalle, vide il Cuoco alzare gli occhi dal tavolo e fissarli nel vuoto per un momento. Lo accolse senza salutarlo nemmeno.


<Poeta, ricordi la storia di Adamo ed Eva?>


<Mah...>


<Ti rinfresco la memoria! Inizia così:

"Il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a Oriente...prese l'uomo e lo pose nel giardino perché lo coltivasse e lo custodisse..." Genesi 1.2.8-15 >


<Si ricordo di un bellissimo giardino...o era un orto?

Credo ci fossero anche degli animali...forse era una fattoria!>


<Dovunque fossero, se ne stavano tranquilli, seduti all'ombra dell'Albero di Mele. Intorno a loro, bellissime creature dal manto color nocciola e dalle corna regali, brucavano l'erba dei prati; gli uccelli più variopinti volavano tra le fronde degli alberi, addolcendo l'aria con il loro canto.

Godevano piacevolmente dei doni della natura, senza affanno, senza preoccupazione per il domani: si lavavano nella Pioggia, il Sole li asciugava e il Vento li vestiva.

Mangiavano, dormivano, camminavano a piedi scalzi, facevano l'amore, si rincorrevano nei prati, cantavano melodie celestiali. Raccoglievano frutti, bacche, funghi, radici. Cacciavano animali.>


<Scusa se ti interrompo Cuoco! Non ricordo tutta la storia, ma di una cosa sono certo: Adamo ed Eva erano Vegani.

Ma ti prego, continua, sono curioso. Poi cos'è successo?>


<Ah sì, la Mela!>


"...diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti»." Genesi 1.2.16-17


<Moriresti?! Non la ricordavo così! Cuoco forse ti confondi con la mela avvelenata che mangiò Biancaneve?>


<Poeta, tu la storia non la ricordi perché da piccolo non frequentavi il catechismo. Sei cresciuto con i tuoi amici, mezzi artisti, mezzi hippy, tutti pagani o atei; le mele andavate a rubarle a tutto il villaggio. Anche dall'albero di mio nonno!>


Il Poeta conosce bene il suo amico Cuoco e pensa: <Se lo lascio parlare e gli do la mia attenzione, lui darà a me uno dei suoi dolcetti, che sono sempre delle opere d'arte e ispirano la mia poesia. Così finalmente potrò tornare alla mia macchina da scrivere con la pancia piena e qualcosa da raccontare.>

<Perdonami Cuoco! Non interromperò più il filo dei tuoi pensieri. Vai avanti, sono curioso. Mi siedo qui ed ascolto.>


<Insomma Poeta, di tempo ne è passato e tutta la storia è lunga da raccontare. È ora di colazione, vorresti unirti a me? Ho appena sfornato dei dolcetti, che sono sicuro, ispireranno la tua poesia.>


<Molto volentieri Cuoco! Ho giusto un buco allo stomaco da riempire e un palato da coccolare. Siederò con te alla tua tavola, grazie.>


<Dunque, buona colazione Poeta!>


Cadeaux di mele e mandorle

- Cadeaux di mele e mandorle -



- Tartelette di mele e mirtilli -

<Quanto gusto, in così poco spazio!>


Il Cuoco mi ha raccontato una bella storia oggi...e quei dolcetti a colazione erano tentatori al punto che mi sembra di averlo vissuto in prima persona il "Peccato Originale". Mi sono sentito come Adamo con la mela in mano; guardandola nella sua perfezione avrà pensato: <La mordo o non la mordo?>

Io al suo stesso modo ero titubante davanti alla dolcezza, celata in qui fragranti capolavori.


Poi, d'improvviso ho ricordato la morale della storia di Adamo ed Eva:

"Se si tratta di mordere mele, in nome del Peccato Originale, continuate a peccare. Amate le mele e amatevi l'un l'altro!"


<Così era scritto da qualche parte nella Genesi, dico bene Cuoco?>


<Io che so la storia, non avrei saputo dirlo meglio, Poeta.>


<Allora, io mordo! E che Dio mi perdoni!>

 
 
ragu_poetico_intero - Copia.png
© Copyright Ragù Poetico 2020
  • Facebook
  • Instagram
bottom of page